Immatricolazione auto: cos’è, tempi e costi

Cos’è e come funziona l’immatricolazione auto

Quando si acquista un’auto nuova è bene verificare, prima di mettersi al volante, che siano state sbrigate tutte le pratiche burocratiche relative all’immatricolazione del mezzo. Portare a termine questa procedura è infatti essenziale per ottenere l’autorizzazione a circolare liberamente su strada. Scopriamo come funziona e quanto costa immatricolare una macchina.

INDICE
Immatricolazione auto: che cos’è?
Come immatricolare l’auto
Prima immatricolazione auto: come funziona?
Costo immatricolazione auto
Tempi immatricolazione auto
Immatricolazione auto estera: quanto costa?

Nel momento in cui si acquista un’auto è necessario procedere all’immatricolazione. Con questa procedura il veicolo viene registrato presso l’Archivio Nazionale Veicoli  (ANV) della Motorizzazione Civile e la vettura in questione viene abbinata ad una targa specifica.

Successivamente, bisogna provvedere alla registrazione del mezzo presso il Pubblico Registro Automobilistico e soltanto al termine di questa duplice procedura si entrarà in possesso della targa e del libretto di circolazione, potendo finalmente guidare la propria auto su strada.

Ma non bisogna farsi prendere la panico: dell’immatricolazione se ne occupa sempre il venditore, tramite un’agenzia di pratiche auto abilitata. L’agenzia presenta all’ufficio provinciale della Motorizzazione una richiesta di immatricolazione allegando i documenti della vettura e del soggetto a cui sarà intestata l’auto. Se la documentazione è completa e corretta la Motorizzazione rilascia la carta di circolazione e una coppia di targhe.

A partire dal 1° giugno 2020 tutte le pratiche di immatricolazione devono essere effettuate obbligatoriamente per via telematica. L’agenzia di pratiche auto dovrà quindi ricorrere ai servizi dello Sportello Telematico dell’automobilista grazie al quale, oltre a effettuare l’immatricolazione, è possibile ottenere la targa, la carta di circolazione e il certificato di proprietà digitale senza bisogno di recarsi fisicamente nei diversi uffici sparsi sul territorio.

Con il termine prima immatricolazione ci si riferisce alle pratiche necessarie, al momento dell’acquisto di un veicolo nuovo, per ottenere la targa e il libretto di circolazione del mezzo, ovvero per ottenere il permesso di condurre il veicolo per strada.

Come spiegato sopra, tramite la prima immatricolazione si associa una targa specifica al mezzo, che viene registrato nell’Archivio Nazionale Veicoli della Motorizzazione Civile e presso il Pubblico registro automobilistico. In ogni caso, le procedure di immatricolazione vengono sempre svolte dal venditore.

In linea di massima, al momento dell’acquisto di una vettura nuova il costo dell’immatricolazione viene incluso nel prezzo di vendita.

Ma, per i più curiosi, scendiamo comunque nel dettaglio dei costi delle varie pratiche da portare a termine. I costi amministrativi totali ammontano a 101,20 euro, che includono quattro imposte di bollo da 16 euro, l’emolumento del PRA di 27 euro e 10,20 euro di diritti per la Motorizzazione. A questi si aggiungono i costi di acquisto delle targhe, pari a 41,78 euro.

Inoltre, ai costi di immatricolazione si sommano la tariffa richiesta dall’agenzia di pratiche auto di cui si serve il venditore e l’imposta provinciale di trascrizione (IPT), che l’ACI incassa per conto delle province. Ogni amministrazione provinciale può aumentare fino al 30% l’importo base dell’IPT, fissato per legge in 150,81 euro per le auto di potenza fino a 53 kW e in 3,519 euro/kW per quelle di potenza superiore.

Nel momento in cui si ha a disposizione tutta la documentazione richiesta e si presenta la stessa presso lo Sportello Telematico dell’Automobilista i tempi di attesa per l’immatricolazione auto sono decisamente ridotti: si parla di circa 3 giorni lavorativi.

Una volta ricevute le targhe ed il libretto di circolazione si dovrà provvedere alla iscrizione dell’auto al PRA entro i 60 giorni successivi per poter entrare in possesso del certificato di proprietà.

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Per circolare in Italia, l’immatricolazione è necessaria anche nel caso si acquisti una vettura all’estero. Sarà quindi fondamentale immatricolare il veicolo all’ufficio provinciale della Motorizzazione Civile e poi iscriverlo al Pubblico Registro Automobilistico.

Questa procedura deve essere seguita sia se l’acquisto riguarda un’auto nuova che usata. Viene considerata nuova una vettura con meno di 6.000 Km e meno di sei mesi di età.

Per procedere all’immatricolazione, sarà necessario recarsi in un ufficio provinciale della Motorizzazione e presentare la documentazione tecnica e quella fiscale relativa all’auto. Una volta ottenuto l’ok è possibile procedere con la richiesta di immatricolazione e successivamente con l’iscrizione al PRA.

Chi cerca una soluzione più semplice può rivolgersi ad una agenzia di pratiche auto producendo una copia del documento di identità dell’acquirente, la dichiarazione sostitutiva di certificazione di residenza dell’acquirente, i modelli NP2C e NPSD disponibili online o presso gli STA, l’atto di vendita in bollo redatto da un notaio, il certificato di conformità del veicolo rilasciato dal costruttore ed il modello TT2119.

Se l’immatricolazione riguarda una vettura usata, oltre ai documenti già indicati, si deve anche produrre copia della carta di circolazione estera.

Cose da sapere

In cosa consiste l’immatricolazione auto?

Con l’immatricolazione il veicolo viene registrato presso la Motorizzazione Civile e successivamente registrato presso il Pubblico Registro Automobilistico.  Soltanto al termine di questa duplice procedura si entra in possesso della targa e del libretto di circolazione e si può finalmente guidare la propria auto.

Come si immatricola un’auto?

In Italia è il venditore ad occuparsi dell’immatricolazione dell’auto, tramite un’agenzia di pratiche auto abilitata presso lo Sportello telematico dell’automobilista. L’agenzia presenta all’ufficio provinciale della Motorizzazione una richiesta di immatricolazione a allegando i documenti del soggetto a cui sarà intestata l’auto e della vettura.

Quanto costa immatricolare un’auto?

Solitamente il costo di immatricolazione è incluso nel prezzo di acquisto dell’auto e comprende: i costi amministrativi, pari a 101,20 euro, e quelli di acquisto delle targhe, pari a 41,78 euro. A questi vanno aggiunte la tariffa richiesta dall’agenzia di pratiche auto di cui si serve la concessionaria oltre all’imposta provinciale di trascrizione (Ipt) che l’ACI incassa per conto delle province.

Quanto ci vuole ad immatricolare un’auto?

I tempi per l’immatricolazione presso lo Sportello Telematico dell’Automobilista  sono di circa 3 giorni lavorativi. Una volta ricevute le targhe ed il libretto di circolazione si dovrà provvedere alla iscrizione dell’auto al PRA entro i 60 giorni successivi.

Come funziona l’immatricolazione per le auto estere?

Se si acquista un’auto all’estero è obbligatorio immatricolarla per poter circolare sul nostro territorio. L’obbligo vale sia in caso di acquisto di un’auto nuova che di un’auto usata.  Sarà necessario recarsi in un ufficio provinciale della Motorizzazione e presentare la documentazione tecnica e quella fiscale relativa all’auto. Una volta ottenuto l’ok è possibile procedere con la richiesta di immatricolazione alla Motorizzazione e successivamente con l’iscrizione al PRA

Come gonfiare le gomme dell’auto correttamente

Come gonfiare le gomme dell'auto correttamente

I pneumatici sono l’unico punto di contatto tra la strada e il veicolo. mantenerli in un buono stato di conservazione, quindi, è fondamentale per la sicurezza. Tra le operazioni che si dovrebbero svolgere più spesso c’è quella del controllo della pressione di gonfiaggio.

Gonfiare le gomme auto significa garantirne maggiore tenuta, un consumo più omogeneo e una durata prolungata. Per ottenere tale risultato occorre tuttavia seguire alcune regole fondamentali. Vediamo quali.

INDICE
Gonfiare le gomme auto correttamente
Quanto gonfiare le gomme?
Come gonfiare le gomme auto

Gonfiare gomme auto: i valori corretti. Un errore all’apparenza banale, come gonfiare i pneumatici dell’auto in maniera inopportuna, può infatti peggiorare la guidabilità del veicolo e provocare comportamenti anomali che cambiano in presenza di valori pressori inferiori o superiori alla norma.

Per evitare di commettere questo errore è sempre necessario utilizzare un misuratore di pressione gomme. Grazie alla scala riportata su questo strumento sarà possibile effettuare il gonfiaggio gomme in maniera corretta rispettando i valori di pressione raccomandati.

Ogni automobile, com’è noto, viene equipaggiata con pneumatici di misura e caratteristiche tecniche adeguate alla sua potenza e alle sue dimensioni. Le pressioni consigliate sul libretto d’uso e manutenzione o sull’apposita etichetta applicata sulla carrozzeria (solitamente nella cornice interna dello sportello del guidatore) possono dunque differire fra un veicolo e l’altro anche a parità di gomme.

Ciò significa che due veicoli diversi, sebbene equipaggiati con le stesse gomme, possono riportare dei range di pressione del tutto differenti. Insieme alla distrazione, questa caratteristica rappresenta inoltre una delle cause più comuni degli errori di gonfiaggio dei pneumatici.

Gonfiare gomme auto, quando è necessario. Per scoprire se si devono gonfiare i pneumatici può servire del sensore di pressione, uno strumento piccolo ma efficiente, che permette di monitorare in ogni momento lo stato pressorio delle ruote fornendo una rilevazione precisa.

La pressione delle gomme si misura in un valore chiamato “bar”: se per la maggior parte degli pneumatici, il valore corretto si aggira intorno ai 2.0 e 3.0 bar, è sempre opportuno verificare l’etichetta applicata sulla carrozzeria e le condizioni stradali e meteorologiche. Per esempio, in caso di gomme invernali, il valore è diverso: si suggerisce di aumentare il valore normale di 0.2 bar, per via delle condizioni climatiche fredde che condizioneranno la pressione dello pneumatico facendola abbassare leggermente.

Le gomme troppo sgonfie presentano un’impronta a terra maggiorata a causa dell’afflosciamento della spalla, da cui consegue un aumento dell’usura laterale e del rischio di forature. Esse aumentano anche le possibilità di perdere il controllo del veicolo nelle manovre d’emergenza o alle alte velocità, provocando, di conseguenza, un aumento del rischio d’incidenti. Come se non bastasse, circolare con le gomme sgonfie provoca inoltre un maggior consumo di carburante e un degrado precoce del battistrada esterno, facendo così lievitare i costi di manutenzione dell’auto.

Viceversa, una pressione eccessiva dei pneumatici causa una riduzione della loro impronta a terra. Quest’ultima, a sua volta, comporta l’usura precoce del centro del battistrada, l’ovalizzazione delle gomme e, soprattutto, la perdita di aderenza in curva o sulle superfici scivolose.

Prima di gonfiare i pneumatici dell’auto bisogna innanzitutto procedere alla lettura dei range di pressione consigliati sul libretto di manutenzione o sull’apposito adesivo presente sul veicolo. Come regola generale, inoltre, è fondamentale non superare, in eccesso o in difetto, i valori riportati sulla spalla del pneumatico.

In entrambi i casi, infatti, si incide negativamente sulla durata del pneumatico, oltre ad esporsi a rischi relativi ad una scarsa aderenza al fondo stradale e a maggiori costi per il consumo del carburante.

Al fine di garantire un gonfiaggio rapido e ottimale, è opportuno servirsi di un compressore volumetrico (disponibile anche nelle comuni stazioni di servizio) dotato di un’apposita pistola con manometro e di un adattatore compatibile con le comuni valvole Schrader. Gli pneumatici devono poi essere gonfiati rigorosamente a freddo, in quanto il calore prodotto dal rotolamento provoca un aumento della pressione interna, impedendo la corretta misurazione e calibrazione della stessa.

Per gonfiare ognuna delle gomme (inclusa quella di scorta) basta invece rimuovere il cappuccio della valvola, collegare il compressore e azionarlo per pochi istanti, avendo cura di verificare l’aumento di pressione desiderato sul manometro.

La pressione è espressa in bar e viene indicata da due numeri. Il primo si riferisce agli pneumatici anteriori e l’altro a quelli posteriori. Ovviamente, nel gonfiare pneumatici si deve sempre utilizzare la stessa pressione sia per le gomme dell’asse anteriore che per quelle dell’asse posteriore.

 

Divieto di sorpasso: tutte le regole da conoscere e rispettare

Divieto di sorpasso: ecco quali regole rispettare

Guidare con prudenza è il primo passo per minimizzare il rischio di incidenti.

E rispettare le regole stabilite dal nostro Codice della Strada significa non solo essere certi di guidare in modo sicuro, ma anche prevenire la possibilità di vedersi notificate multe salate. Tra le varie disposizioni del Codice quella del divieto di sorpasso è una delle più importanti da seguire.  

INDICE
 Il divieto di sorpasso nel Codice della strada
Quando è vietato il sorpasso?
Il sorpasso è vietato di notte?
Si può sorpassare in curva?
Sorpasso in prossimità di un dosso
Cosa indica il segnale di divieto di sorpasso
Multa sorpasso linea continua

Il sorpasso è disciplinato dall’articolo 148 del Codice della Strada e viene definito come la manovra mediante la quale un veicolo supera un altro veicolo, un animale o un pedone in movimento o fermi sulla corsia o sulla parte della carreggiata destinata normalmente alla circolazione. 

Per compiere questa manovra in tutta sicurezza ci si deve accertare che la visibilità sia ottimale, che chi precede non voglia a propria volta effettuare un sorpasso e che il tratto di strada sia libero. Non solo: il sorpasso con linea continua, per esempio, è vietato.

Più in generale. Lo stesso art. 148 CdS, poi, disciplina anche i casi di divieto di sorpasso, cioè tutte quelle situazioni in cui tale manovra può comportare dei rischi per la sicurezza dei passeggeri delle vetture. 

L’art. 148 CdS stabilisce i casi in cui è possibile o meno effettuare il sorpasso. Al comma 10 è previsto il divieto di sorpasso in prossimità o in corrispondenza delle curve o dei dossi e in ogni altro caso di scarsa visibilità, mentre il comma 11 dispone il divieto di sorpasso di un veicolo già impegnato nella manovra di sorpasso ed il comma 13 il sorpasso in prossimità o in corrispondenza dei passaggi a livello senza barriere. Importante, poi, la disposizione prevista al comma 15 dove viene vietato il sorpasso a destra salvo determinate ipotesi. 

Sfatiamo un mito. Non esiste un orario in cui sia consentito o meno effettuare un sorpasso, ma tutto dipende dalle condizioni di visibilità della strada. Se queste sono ottimali allora il sorpasso sarà consentito anche di notte purché la visibilità sia tale da consentire la manovra e che la stessa possa compiersi senza costituire pericolo o intralcio. 

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In questo caso è bene fare chiarezza. L’art 148 CdS comma 10 disciplina il divieto di sorpasso in curva, ma consente questa manovra soltanto nel caso in cui la strada è a due carreggiate separate o a carreggiata a senso unico o con almeno due corsie con lo stesso senso di marcia e vi sia tracciata apposita segnaletica orizzontale. 

Identica disciplina vale per il sorpasso in prossimità di un dosso. Anche in questo caso vide il divieto di sorpasso tranne nell’ipotesi in cui la strada sia a due carreggiate separate o a carreggiata a senso unico o con almeno due corsie con lo stesso senso di marcia e vi sia tracciata apposita segnaletica orizzontale. 

Riconoscere il segnale di divieto di sorpasso è semplice. Questo è imposto non solo in presenza della linea continua o della doppia linea continua sull’asfalto, ma anche in presenza dell’apposito cartello stradale con forma circolare, bordo rosso e sfondo bianco con al centro disegnate due autovetture. In presenza del segnale di divieto di sorpasso  si possono superare esclusivamente i veicoli senza motore, i motocicli ed i ciclomotori purché la manovra venga compiuta entro la carreggiata senza oltrepassare la striscia continua. 

Il divieto di sorpasso è previsto anche in presenza della sola segnaletica sull’asfalto rappresentata dalla linea continua o dalla doppia linea continua. Spesso si tende a non osservare questo divieto e ad effettuare ugualmente il sorpasso. È bene sapere che in questo caso la multa prevista dall’articolo 146 del Codice della Strada varia da un minimo di 42 sino ad un massimo di 173 euro oltre alla decurtazione di due punti dalla patente. 

Cose da sapere

Cosa prevede il Codice della Strada in merito al sorpasso?

Il sorpasso è disciplinato dall’articolo 148 del Codice della Strada. Per compiere questa manovra in tutta sicurezza ci si deve accertare che la visibilità sia ottimale, che chi precede non voglia a propria volta effettuare un sorpasso e che il tratto di strada sia libero. Lo stesso art. 148 CdS disciplina anche i casi di divieto di sorpasso, cioè tutte quelle situazioni in cui tale manovra può comportare dei rischi per la sicurezza dei passeggeri delle vetture. 

Quando vige il decreto di sorpasso?

L’art. 148 CdS stabilisce i casi in cui è possibile o meno effettuare il sorpasso. Al comma 10 è previsto il divieto di sorpasso in prossimità o in corrispondenza delle curve o dei dossi e in ogni altro caso di scarsa visibilità, mentre il comma 11 dispone il divieto di sorpasso di un veicolo già impegnato nella manovra di sorpasso ed il comma 13 il sorpasso in prossimità o in corrispondenza dei passaggi a livello senza barriere. Importante, poi, la disposizione prevista al comma 15 dove viene vietato il sorpasso a destra salvo determinate ipotesi. 

Cosa indica il segnale di decreto di sorpasso?

Il segnale di divieto di sorpasso è semplice è imposto non solo in presenza della linea continua o della doppia linea continua sull’asfalto, ma anche in presenza dell’apposito cartello stradale con forma circolare, bordo rosso e sfondo bianco con al centro disegnate due autovetture. In presenza del segnale di divieto di sorpasso  si possono superare esclusivamente i veicoli senza motore, i motocicli ed i ciclomotori purché la manovra venga compiuta entro la carreggiata senza oltrepassare la striscia continua. 

Quali sono le sanzioni per chi infrange il divieto di sorpasso?

Il divieto di sorpasso è previsto anche in presenza della sola segnaletica sull’asfalto rappresentata dalla linea continua o dalla doppia linea continua. Spesso si tende a non osservare questo divieto e ad effettuare ugualmente il sorpasso. È bene sapere che in questo caso la multa prevista dall’articolo 146 del Codice della Strada varia da un minimo di 42 sino ad un massimo di 173 euro oltre alla decurtazione di due punti dalla patente. 

Volvo EX90: prova su strada

Volvo EX90: prova su strada 1

Da ormai diversi anni Volvo ha sterzato in maniera decisa verso l’elettrificazione, puntando su una gamma fatta di modelli ibridi ed elettrici. Le vetture a batteria stanno sempre più aumentando all’interno del listino del costruttore scandinavo. A mancare all’appello era solo un Suv di grandi dimensioni. Detto, fatto. Al vertice della gamma a zero emissioni del brand svedese si posiziona ora la nuova Volvo EX90, variante elettrica della Volvo XC90, rispetto alla quale, però, rappresenta un modello profondamente diverso.

INDICE
 Come è fatta
 La meccanica
 Come va
 Prezzi
 Scheda tecnica

Volvo EX90: come è fatta

La piattaforma sulla quale nasce la Volvo EX90, infatti, non è la stessa sulla quale viene costruita la sorella XC90. L’elettrica è stata sviluppata sulla SPA2, una piattaforma appositamente pensata per i modelli 100% elettrici. Le dimensioni sono imponenti, con una lunghezza che supera di poco i 5,03 metri, per una larghezza che arriva a 1,96 metri. Lo stile evolve quello che è il linguaggio stilistico che Volvo ha da sempre associato ai suoi modelli endotermici. Nella parte anteriore spiccano i gruppi ottici Full-Led, con un interessante e scenografico sistema di apertura delle luci diurne, mentre dietro, come da tradizione, i fari si sviluppano sul piano verticale, ma dividendosi in due elementi distinti. Come su ogni elettrica che si rispetti, la grande calandra anteriore è carenata, al fine di migliorare il Cx della vettura.

Volvo EX90: prova su strada 3

Tanto lo spazio a bordo, dove grazie alla configurazione a 7 posti, si viaggia comodi su tre file. Il tutto senza rinunciare ad un vano di carico di tutto rispetto, con una capacità di 697 litri se si viaggia in cinque. Curati gli interni, con una plancia dall’aspetto e dai contenuti molto più minima rispetto alla sorella XC90. A dominare la scena è il grande schermo a sbalzo del sistema di infotainment a centro plancia, a sviluppo verticale. Non manca poi un secondo schermo che trova posto dietro il volante, che riporta le principali informazioni sulla marcia e sul funzionamento dei vari Adas presenti a bordo, che sulla EX90 assicurano la guida autonoma di Livello 2.

Volvo EX90: la meccanica

Ad alimentare la nuova Volvo EX90 provvede una batteria agli ioni di litio con una capacità di 111 kWh, che manda energia a due motori elettrici, uno per ciascun assale, che insieme sono in grado di assicurare una potenza massima di 408 CV, per 770 Nm di coppia. Numeri che, anche a fronte di un peso di oltre 2,7 tonnellate, permettono al Suv elettrico più grande di casa Volvo di scattare da 0 a 100 km/h in appena 5,9 secondi. L’autonomia dichiarata dal costruttore si attesta a 604 km, mentre per la ricarica è possibile sfruttare le colonnine fast con una potenza fino a 250 kW.

In un secondo momento la gamma si amplierà con l’arrivo di una variante più potente, che porterà la potenza massima a 517 CV.

Volvo EX90: prova su strada

Volvo EX90: come va

Nonostante il peso importante potrebbe portare a pensare ad una dinamica di guida tutt’altro che piacevole e coinvolgente, la EX90 si guida sorprendentemente bene. I chili sulla bilancia si avvertono solo quando, esagerando con il gas, si entra con eccessiva verve in curva. In tutti gli altri casi, l’ottima taratura dell’assetto che contiene in maniera egregia rollio e beccheggio, unita al posizionamento basso della batteria che abbassa così il baricentro della vettura, rendono la EX90 insospettabilmente precisa tra le curve. Ottimo anche il feeling con lo sterzo, sempre molto comunicativo.

Volvo EX90: prova su strada 2

Ma la EX90 sa anche essere molto confortevole, filtrando sapientemente anche le asperità più marcate del manto stradale. Buono anche il livello di insonorizzazione: a bordo della nuova elettrica di Volvo si viaggia come in una bolla, perfettamente isolati da ciò che ci circonda. Venendo al powertrain, la spinta dei due motori è sempre decisa, ma mai violenta, con una buona progressione che assicura spunti e riprese sempre molto corpose. Abbiamo infine apprezzato il feeling con il pedale del freno. Nonostante la presenza del sistema di recupero dell’energia, la frenata è sempre ben modulabile.

Volvo EX90: i prezzi

La nuova EX90 Twin Motor viene proposta in abbinamento a tre allestimenti, Core, Plus e Ultra, con prezzi rispettivamente di 91.150 euro, 95.600 euro e 102.200 euro. Cifre il linea con la controparte endotermica del modello.

Volvo EX90: scheda tecnica

Volvo EX90 Twin Motor

Dimensioni

  • Lunghezza: 5,03 metri
  • Larghezza: 1,96 metri
  • Altezza: 1,74 metri
  • Passo: 2,98 metri
  • Bagagliaio: 324/625/1.915 litri

Powertrain

  • Batteria: 111 kWh
  • Potenza: 408 CV
  • Coppia: 770 Nm
  • Autonomia: 604 km

DFSK: tutte le novità in arrivo nel 2025

DFSK: tutte le novità in arrivo nel 2025 1

Il marchio cinese DFSK, nato dalla collaborazione tra Dongfeng e Chongqquing Sokon e importato in Italia da China Car Company, sta consolidando la sua offerta

Nel 2025 sono in programma nuovi modelli e aggiornamenti. Tra le novità più attese, la Glory 500 Turbo, disponibile da aprile. Rappresenta una variante potenziata del crossover di segmento C che ne aumenterà la competitività. Ma sono in arrivo anche modelli più piccoli.

  • DFSK Quadriciclo elettrico
  • DFSK nuova utilitaria
  • DFSK Glory 500 Turbo

DFSK Quadriciclo elettrico

La prima novità del 2025 sarà il modello finora noto con il nome ufficioso di Candy EV, con cui DFSK vuole entrare nel prolifico settore dei quadricicli elettrici . Si tratta di un veicolo di categoria L7 a quattro posti, il cui lancio è previsto per aprile ma di cui non sono ancora state diffuse le caratteristiche dettagliate.

DFSK: tutte le novità in arrivo nel 2025

Si ipotizza, però, che possa offrire diverse opzioni di batteria, da 9 a 17 kWh con autonomie variabili tra 120 e 220 km, in linea con modelli simili presenti su altri mercati.

DFSK nuova utilitaria

Entro la fine dell’anno arriverà un nuovo modello nel segmento B, caratterizzato da una motorizzazione full hybrid. Si prevede che questo veicolo avrà una lunghezza compresa tra 4 e 4,3 metri e l’obiettivo di porsi come concorrente della MG3, anch’essa full hybrid e venduta a un prezzo base che parte da meno di 20.000 euro.

DFSK Glory 500 Turbo

La serie Glory è attualmente il cuore della gamma DFSK, articolata nei modelli 500, 580, 600 e F5. Il 500 si arricchirà nel corso dell’anno di una inedita variante con motore turbo. che andrà ad aggiungersi all’attuale motorizzazione 1.5 da 106 CV.

DFSK: tutte le novità in arrivo nel 2025 2

Le specifiche tecniche non sono state ancora ufficialmente divulgate, ma si prevede che questa versione offrirà prestazioni nell’ordine dei 150 CV o più. Come per il modello esistente, è probabile che anche per questa variante si renda disponibile un impianto GPL, con un prezzo leggermente superiore ai circa 18.000 euro della versione base.

Auto berlina: quali sono e le migliori da acquistare nel 2025

Mercedes Classe S: prezzo, dimensioni e caratteristiche 12

In un mercato sempre più dominato da SUV e crossover, le berline continuano ad avere un posto privilegiato nel cuore di quegli automobilisti attratti ancora dalle forme classiche delle tre volumi.

Anno dopo anno la categoria sforna nuovi modelli che mirano a soddisfare le esigenze di chi cerca un’auto dal baricentro basso e la sagoma allungata. Vediamo cosa è successo lo scorso anno e cosa dobbiamo aspettarci per questo 2025.

INDICE
Auto berlina: come sono fatte
Auto berlina 2025: le novità
Auto berlina più vendute nel 2024
Auto berlina economiche
Auto berlina che consumano meno
Berline di lusso: i modelli migliori

Nella definizione generale per auto berlina si intende quella vettura dotata di 3 volumi, cioè con il bagagliaio separato dal resto dell’abitacolo. Esistono modelli appartenenti a questa categoria un po’ in tutti i segmenti di mercato, anche se in Italia è piuttosto raro trovare berline di Segmento B. Le berline che vanno per la maggiore nel nostro Paese sono quelle appartenenti ai segmenti superiori come D ed E. Per intenderci, le varianti berlina della A3 da noi non  sono molto apprezzate, mentre lo sono di più quelle della A4 e A6, giusto per fare un esempio.

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Tra le novità in arrivo nel corso del 2025 spiccano ovviamente modelli elettrici o comunque elettrificati. Abbiamo selezionato le tre più interessanti:

  • Audi A5 PHEV
  • Volvo ES90
  • Mercedes-AMG berlina elettrica

Audi A5 PHEV: una delle novità più interessanti in arrivo nel corso del 2025 è rappresentata dalla Audi A5 plug-in hybrid, disponibile sia con carrozzeria tre volumi sia, chiaramente, nella variante Avant. L’auto, che nasce dalle ceneri della A4, dovrebbe essere disponibile in due varianti di potenza, da 306 CV e da 394 CV. La prima con un motore 2.0 TFSIe, la seconda con un più cattivo 3.0 TFSIe.

Volvo ES90: Volvo sta spingendo molto sull’alto di gamma a zero emissioni. Ha presentato il SUV EX90, ha annunciato la monovolume EM90 e ora mostra la berlina. Si chiama ES90, nasce sulla piattaforma dedicata alle “grandi” di Goteborg, quella Spa 2 che può accogliere batterie da 104 o anche 111 kWh. Avrà oltre 600 km di autonomia e potenze fino a 517 CV.

Mercedes-AMG berlina elettrica: la divisione sportiva di Mercedes si prepara a una vera e propria rivoluzione con un nuovo modello ad altissime prestazioni che sarà offerto sia 100% elettrico sia ibrido plug-in. Nascerà sulla piattaforma AMG.EA (AMG Electric Architecture).

Dalle primissime immagini rilasciate (che mostrano l’auto ancora camuffata) si intuiscono le forme di una berlina quattro porte dalla sagoma estremamente filante. L’auto adotterà i motori a flusso assiale che Mercedes riceve dalla controllata Yasa. L’auto potrebbe superare i 1.000 CV di potenza.

Audi A5 berlina e station wagon: prezzo, dimensioni e caratteristiche 7

Tenendo in considerazione solo i modelli “con la coda” a dominare nel 2024 è stata la Tesla Model 3, che ha surclassato la concorrenza tedesca (e non solo) con numeri da capogiro. Al secondo posto si è piazzata la Mercedes Classe C, al terzo la BMW Serie 4 Gran Coupé e al quarto, appena sotto il podio, l’Alfa Romeo Giulia. Chiude la top five la BMW Serie 3 mentre curiosamente non compare Audi, che nel 2023, con la A4, aveva conquistato il primo posto assoluto di categoria.

# Modello Esemplari venduti
1 Tesla Model 3 7.933
2 Mercedes Classe C 1.204
3 BMW Serie 4 Gran Coupé 1.184
4 Alfa Romeo Giulia 1.137
5 BMW Serie 3 1.010

Tesla Model 3: nel 2025, la Tesla Model 3 continuerà a evolversi dopo il restyling “Highland” del 2023. Si prevede un ulteriore miglioramento dell’autonomia grazie a batterie più efficienti e una ricarica ancora più rapida. L’aggiornamento software potrebbe introdurre una guida autonoma più avanzata, avvicinandosi sempre più al Full Self-Driving definitivo. Inoltre, Tesla potrebbe lanciare una versione più sportiva, forse con il badge “Plaid”, per competere con le berline ad alte prestazioni. Gli interni, già semplificati, potrebbero ricevere nuove funzionalità legate all’intelligenza artificiale e al comfort.

Tesla Model 3: prezzi, dimensioni e caratteristiche 18

Mercedes Classe C: la Mercedes Classe C nel 2025 potrebbe ricevere un aggiornamento tecnologico incentrato sulla digitalizzazione e sull’elettrificazione. Le versioni ibride plug-in avranno batterie più capienti, con un’autonomia elettrica maggiore. Inoltre, la casa di Stoccarda potrebbe introdurre una variante completamente elettrica sotto il marchio EQ, seguendo la strategia di elettrificazione della gamma. Il sistema MBUX sarà ulteriormente potenziato con intelligenza artificiale e nuove funzioni di assistenza alla guida. Possibili ritocchi estetici, soprattutto nei fari e nella griglia, renderanno la Classe C ancora più moderna e aggressiva.

BMW Serie 4 Gran Coupé: per il 2025, la BMW Serie 4 Gran Coupé potrebbe subire un restyling di metà carriera con piccoli aggiornamenti estetici e un’evoluzione delle motorizzazioni ibride. L’infotainment iDrive 9 sarà più intuitivo e reattivo, con nuove funzionalità basate sull’IA. La gamma di motori verrà ottimizzata per migliorare efficienza e prestazioni, mentre la versione M440i potrebbe ricevere un incremento di potenza. Inoltre, BMW potrebbe introdurre una variante completamente elettrica, sulla scia dell’i4, con un’autonomia migliorata e tempi di ricarica ridotti.

Alfa Romeo Giulia: il 2025 segnerà un momento cruciale per l’Alfa Romeo Giulia, con l’attesa presentazione della sua nuova generazione. Il modello potrebbe adottare una piattaforma elettrica, abbandonando i motori termici, con potenze che spaziano dai 350 ai 1000 CV nella versione Quadrifoglio. Design rinnovato ma sempre sportivo, con richiami alla tradizione Alfa. Gli interni saranno rivoluzionati con uno schermo più grande e tecnologia di guida assistita avanzata. Il piacere di guida rimarrà centrale, con telaio e sospensioni progettati per garantire sportività anche nell’era elettrica.

BMW Serie 3: la BMW Serie 3 nel 2025 potrebbe ricevere un aggiornamento tecnico ed estetico, con un restyling mirato a migliorare aerodinamica ed efficienza. Le motorizzazioni ibride plug-in saranno ottimizzate per un’autonomia elettrica superiore, mentre si vocifera anche di una Serie 3 completamente elettrica, basata sulla futura piattaforma Neue Klasse. Il sistema di infotainment iDrive 9 sarà più avanzato, integrando nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale. Possibile un incremento delle prestazioni nelle versioni sportive, con la M340i che potrebbe superare i 400 CV.

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio, la versione sportiva della gamma Alfa 5

Siamo abituati ad associare le immagini di una berlina a quelle di una vettura tendenzialmente di fascia alta. Ma non sempre è necessario spendere cifre iperboliche per mettersi in garage una vettura a tre volumi. Ecco quindi alcune delle berline più a buon mercato oggi disponibili.

Modello Prezzo
Skoda Octavia 32.500 €
Mazda 3 Sedan 29.350 €
BMW Serie 2 Gran Coupé 41.500 €
Peugeot 508 41.600 €

Skoda Octavia. La tre volumi del costruttore boemo rappresenta una delle scelte più razionali oggi disponibili sul mercato. Con l’ultima generazione è cresciuta tanto nelle dimensioni quanto nella qualità. A bordo c’è spazio in abbondanza e le tante soluzioni “simply clever” la rendono una valida compagna di viaggio.

Mazda 3 Sedan. La variante a tre volumi del più nota Mazda 3 si caratterizza per una linea particolarmente riuscita, che strizza l’occhio alla sportività. L’aspetto e l’attenzione nella scelta dei materiali la rendono quasi un modello premium e ora i propulsori sono elettrificati.

BMW Serie 2 Gran Coupé. Si tratta della variante a tre volumi della ben nota Serie 2 che, nonostante le maggiori dimensioni e il superiore spazio a bordo, conserva comunque nelle linee un certo rimando al mondo delle coupé, andando così incontro ai gusti di una clientela attenta allo stile e alla ricerca di un modello tecnologico e curato.

Peugeot 508. L’ammiraglia della casa del Leone sfoggia un look moderno e molto personale, che strizza l’occhio ad una clientela giovane e sportiva. Lo stile “estroso” degli esterni si ritrova anche all’interno dell’abitacolo, con la plancia sviluppata su più livelli. Tanto poi lo spazio a bordo anche e soprattutto per chi viaggia dietro.

Il fattore consumi è sempre un aspetto da tenere sotto controllo quando ci si accinge a cambiare auto e tra le berline ci sono alcune vetture davvero poco assetate di carburante:

Modello Consumo medio
Volkswagen Passat 3,8 l/100 km
Audi A3 Sedan 4,1 l/100 km
Mercedes Classe C 4,2 l/100 km

Volkswagen Passat: la tre volumi tedesca rappresenta uno dei pilastri nella produzione di Volkswagen. Di generazione in generazione è giunta fino ai giorni nostri e pare che la prossima serie sarà alimentata da un powertrain esclusivamente elettrico. Detto questo, all’interno dell’attuale gamma, la variante più parsimoniosa nei consumi è la 2.0 TDI da 150 CV.

Audi A3 Sedan: rappresenta una delle poche tre volumi oggi disponibili nel Segmento C. Richiama nello stile quello della A3 “tradizionale” rispetto alla quale offre però un vano di carico più ampio. Il propulsore più efficiente tra quelli non elettrificati è il 2.0 diesel da 116 CV.

Mercedes Classe C: è un piccolo gioiello di tecnologia. Il suo 2 litri Diesel è tra i più avanzati oggi in circolazione. Nella variante da 163 CV è abbinato ad un sistema mild-hybrid e ad una serie di soluzioni tecniche che, nonostante il peso della vettura, riesce a garantire ottime prestazioni a fronte di consumi davvero contenuti.

Berlina è spesso sinonimo di ammiraglia. I tre brand premium tedeschi per antonomasia hanno ognuno un modello di questa categoria che racchiude il massimo del rispettovo know how tecnologico disponibile.

Auto berline lusso Prezzi
Mercedes Classe S 116.672 €
Audi A8 101.838 €
BMW Serie 7 122.970 €

Mercedes Classe S: la più grande delle berline della Stella rappresenta da sempre una grande vetrina tecnologica per il costruttore tedesco. E’ sempre lei, infatti, ha portare per prima su strada molti dei contenuti tecnici e tecnologici che poi, a cascata, trovano posto anche su altri modelli di casa Mercedes. L’ultima generazione è un tripudio di tecnologia, con una gamma motori ampia e anche elettrificata.

Audi A8: l’ammiraglia della Casa dei quattro anelli si fa notare per uno stile imponente, ma non sfarzoso, e per un abitacolo dove il lusso e la tecnologia la fanno da padrona. Solo motori ibridi disponibili sotto il cofano per consumi contenuti e prestazioni degne della berlina di rappresentanza più grande di casa Audi.

BMW Serie 7: l’enorme doppio rene caratterizza il frontale e strizza l’occhio prevalentemente al mercato cinese, ma la Serie 7 è una delle berline di lusso di riferimento nel settore. Ampia la gamma motori, che include anche una variante completamente elettrica (un unicum in questo segmento). Tanta poi la tecnologia a bordo che, oltre tutto, permette ai passeggeri posteriori di vivere un’esperienza simile a quella di un cinema grazie al Theatre Screen.

Volvo XC90: prova su strada

Volvo XC90: prova su strada

Se siete alla ricerca di un Suv premium di grandi dimensioni, ma volete qualcosa di diverso dalle “solite” tedesche, allora la scelta non può che cadere sulla nuova generazione della Volvo XC90. Giunta alla terza generazione, migliora sotto il profilo della tecnologia, puntando in maniera ancora più decisa sull’elettrificazione. Ecco perché abbiamo deciso di metterci al volante della versione T8, quella con il powertrain plug-in più potente. 

INDICE
 Come è fatta
 La meccanica
 Come va
 Prezzi
 Scheda tecnica

Volvo XC90: come è fatta

La nuova generazione della XC90 rappresenta più un’evoluzione della serie precedente, più che una vera e propria nuova generazione. La piattaforma resta infatti la stessa e anche la lunghezza non è cambiata molto, attestandosi sui 4,95 metri, mentre la larghezza è di 1,92 metri, mentre il passo arriva a 2,98 metri. Il design è stato rivisto con interventi in “punta di matita” soprattutto nella parte frontale della vettura, dove svetta un’inedita calandra contornata da gruppi ottici dalla forma più sottile. Rivista anche la forma del paraurti, per migliorare ulteriormente l’aerodinamica del modello.

Aggiornati anche gli interni, dove ora il protagonista è il nuovo sistema di infotainment con schermo da 11,2 pollici, a sviluppo verticale, con un interfaccia molto simile a quello di uno smartphone. Ottimo poi il livello di qualità percepita a bordo, enfatizzato da un’attenta scelta dei materiali, molti dei quali di origine riciclata. Tanto anche lo spazio a bordo. All’interno dell’abitacolo possono trovare posto fino a sette passeggeri disposti su tre file. Ottima, infine, la capacità di carico, grazie ad un vano che assicura una volumetria (in configurazione a cinque posti) di 700 litri.

Volvo XC90: la meccanica

A spingere la Volvo XC90 più potente a listino provvede un powertrain ibrido plug-in costituito da un motore a benzina di 2 litri a quattro cilindri turbo con una potenza di 310 CV. Questo è affiancato da un’unità elettrica da 145 CV alimentata da una batteria agli ioni di litio da 14,7 kWh netti, che assicura un’autonomia a zero emissioni di circa 70 km. La potenza di sistema, invece, raggiunge i 455 CV per 709 Nm di coppia. Dato che vengono trasmessi a terra attraverso un cambio automatico a 8 rapporti e un sistema di trazione integrale.

Volvo XC90: come va

Comfort. Questo è il concetto intorno al quale ruota l’intera esperienza di guida al volante della nuova Volvo XC90. Merito in primis della taratura dell’assetto, tendenzialmente morbida, che se da una parte cede un po’ il fianco ad un po’ di rollio in curva, dall’altra è in grado di filtrare egregiamente anche le asperità più marcate del manto stradale. Ottimo anche il livello di insonorizzazione a bordo, che contribuisce a rendere l’esperienza a bordo davvero premium.

Volvo XC90: prova su strada 3

Il powertrain, dal canto suo, sfoggia un buon carattere. La spinta è corposa fin dai bassi regimi grazie al supporto del motore elettrico, e le prestazioni, nonostante un peso superiore alle 2,2 tonnellate, sono di tutto rispetto, come dimostrato dallo scatto da 0 a 100 km/h in poco più di 5 secondi. Ottima, infine, la taratura degli Adas, vero fiore all’occhiello di Volvo, de sempre dedita alla sicurezza.

Volvo XC90: i prezzi

La nuova XC90 con motorizzazione T8 viene proposta in tre allestimenti, Core, Plus e Ultra, con prezzi rispettivamente di 93.400 euro, 96.450 euro e 101.000 euro.

Volvo XC90: scheda tecnica

Volvo XC90 T8

Dimensioni

  • Lunghezza: 4,95 metri
  • Larghezza: 1,92 metri
  • Altezza: 1,76 metri
  • Passo: 2,98 metri
  • Bagagliaio: 262/700/1.816 litri

Powertrain

  • Motore benzina: 2.0 turbo a quattro cilindri
  • Batteria: 14,7 kWh
  • Potenza di sistema: 455 CV
  • Coppia di sistema: 709 Nm
  • Autonomia in elettrico: 70 km

 

DR: tutte le novità in arrivo nel 2025

DR: tutte le novità in arrivo nel 2025 2

Il Gruppo DR Automobiles avrà anche nel 2025 un’intensa attività di aggiornamento della gamma di tutti i suoi principali brand, vale a dire DR, EVO e il nuovo marchio Tiger.

Tra le novità in arrivo, la DR Collection, trasversale a tutti i modelli, che introduce un rinnovamento estetico e tecnologico, mentre EVO amplia l’offerta con una proposta inedita in mezzo a tanti SUV, la nuova monovolume Spazio. Il debutto ufficiale di Tiger avviene invece con due SUV, Six ed Eight, dal design moderno e dai contenuti tecnologici avanzati.

  • DR Collection
  • Evo Spazio
  • Tiger Six e Tiger Eight

DR Collection

La gamma DR si rinnova con la Collection, che aggiorna i modelli DR 3.0, DR 5.0, DR 6.0 e DR 7.0. Le principali novità riguardano il design esterno e gli interni, con migliorie nei materiali e nelle dotazioni tecnologiche.

Il modello di punta è la DR 6.0 Collection, equipaggiata con un sistema ibrido plug-in da 316 CV, composto da un motore 1.5 turbo benzina e due motori elettrici alimentati da una batteria agli ioni di litio da 19,3 kWh, per un’autonomia elettrica di 80 km.

DR 7.0: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

Accanto a essa troviamo la DR 7.0 Collection, un SUV a sette posti con un motore 1.6 turbo da 185 CV, che si distingue per interni curati e un pacchetto di assistenza alla guida avanzato, comprensivo di cruise control adattivo, frenata di emergenza e assistenza al mantenimento di corsia.

Evo Spazio

EVO amplia la propria gamma con la nuova EVO Spazio, una monovolume di segmento D lunga 4,8 metri, progettata per offrire comfort e versatilità. Disponibile in configurazione a sette posti, si distingue per un design sportiveggiante e dotazioni premium, come il tetto panoramico e le sospensioni anteriori McPherson con posteriori multilink.

DR: tutte le novità in arrivo nel 2025

Sotto il cofano, EVO Spazio monta un motore 1.5 turbo benzina da 177 CV, abbinato a un cambio automatico DCT a 7 rapporti. La versione benzina, full optional di serie, sarà seguita nel corso del 2025 da una variante Thermohybrid benzina/GPL, ampliando l’offerta per chi cerca una maggiore efficienza nei consumi.

Tiger Six e Tiger Eight

Il 2025 segna il debutto del marchio Tiger con due nuovi SUV: Tiger Six e Tiger Eight. La prima misura 4,60 metri in lunghezza, mentre la seconda si spinge fino a 4,74 metri, offrendo un abitacolo spazioso e soluzioni tecnologiche moderne.

DR: tutte le novità in arrivo nel 2025 1

Entrambi i modelli sono spinti da un motore 1.5 turbo benzina da 177 CV, abbinato a un cambio automatico DCT a 7 rapporti. Il design si caratterizza per una grande calandra frontale, gruppi ottici sottili e maniglie a filo della carrozzeria, conferendo un look elegante e aerodinamico.

Per quanto riguarda gli interni, Tiger Six adotta un doppio display con infotainment centrale da 10,1” e quadro strumenti digitale da 10,25”, mentre Tiger Eight integra un unico grande schermo centrale per la gestione di tutte le funzioni digitali.

Tagliando auto: ogni quanto farlo, quanto costa e cosa comprende

Tagliando auto: dove farlo, cosa prevede e quanto costa

Prendersi cura della propria vettura è fondamentale per essere certi di avere un’auto sempre in perfetta efficienza. Il tagliando auto è una pratica da rispettare scrupolosamente alle scadenze programmate. Scopriamo come effettuare i vari controlli. E, soprattutto, quanto costa un tagliando auto? Partiamo dall’inizio.

INDICE
Cos’è il tagliando auto
Tagliando auto: cosa comprende?
Ogni quanto si fa il tagliando auto 
Costo tagliando auto
Costo tagliando auto diesel
Le Case più economiche
Primo tagliando auto: quando farlo

Quando si parla di tagliando auto si intende una verifica periodica delle componenti di una vettura da effettuare ad intervalli prestabiliti dalla Casa costruttrice e finalizzata a mantenere la massima efficienza meccanica del mezzo in relazione allo stato di usura complessivo. Rispettando gli intervalli di manutenzione previsti dalla Casa si potrà contare su una maggiore affidabilità della propria auto. Questi, però, non sono identici per tutte le vetture, ma variano a seconda dello specifico modello solitamente sono indicati nel suo manuale di uso e manutenzione. 

Sono molteplici i controlli e gli interventi che vengono effettuati nel corso del tagliando auto. In primo luogo viene effettuato un esame visivo per verificare la necessità o meno di sostituire componenti usurate e successivamente si passa al controllo dei liquidi, come quello del radiatore, dell’olio motore, dei freni, il liquido lavavetri ed il refrigerante. Altro intervento previsto nella maggior parte dei tagliandi auto è la sostituzione del filtro dell’olio, dell’aria e anche quello dell’abitacolo. Infine l’intervento si concluderà con la verifica dello stato di usura degli pneumatici ed il controllo di trasmissione, climatizzatore, marmitta, ammortizzatori, sospensioni e impianto frenante. 

Come anticipato, non esiste un termine unico di riferimento valido per tutte le vetture per capire quando si deve fare il tagliando auto. Sono le singole Case che prevedono gli intervalli di tempo o chilometrici entro i quali è opportuno recarsi presso le officine per effettuare i controlli. In linea generale, tuttavia, si può affermare come per le auto nuove sia corretto procedere al primo tagliando dopo un anno o 10.000. Le vetture che fanno uso di lubrificanti standard potranno essere sottoposte a tagliando ogni 20.000 Km, mentre quelle che utilizzano lubrificanti “longlife” ogni 30.000/50.000 Km. 

Anche in questo caso è impossibile fornire una cifra ufficiale perché il costo del tagliando auto varia a seconda della marca della vettura, del modello e della tipologia di interventi richiesti. In linea generale si può dire che per una utilitaria moderna il primo tagliando, a meno di interventi imprevisti, si aggira sui 200 euro ed in questa cifra solitamente sono inclusi la sostituzione dell’olio motore e del relativo filtro, la sostituzione filtro dell’aria e dell’abitacolo ed il controllo dei livelli tutti i fluidi. 

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Le auto diesel si rivelano più economiche rispetto ai modelli a benzina per quel che riguarda le spese di carburante, ma i costi relativi al tagliando sono leggermente più elevati per le frequenze maggiori con cui tale controllo è richiesto. In generale il costo del tagliando auto diesel si aggira sui 250 euro se non è necessario sostituire pezzi usurati.  

Ma la vera domanda è: quanto costa un tagliano auto? Difficile dare una risposta: troppe sono le variabili in gioco. In primis, il tipo di auto e la marca d’appartenenza. 

Però, in tempi come quelli attuali dove in molti fanno attenzione alle spese è importante sapere quali sono i costi medi per il tagliando auto previsti dalle varie Case. Tra i più economici si segnala la Toyota, con una spesa media di 230, la Suzuki, con una spesa media per il tagliando di 240 euro, e marchi generalisti come Dacia, Fiat, Peugeot e Seat che in media richiedono un importo di 250 euro per il costo del tagliando.  

Un momento delicato per chiunque acquisti un’auto nuova è quello relativo al primo tagliando. In questo caso si può spesso cadere in errore nel capire quando debba essere effettuato. Buona pratica è quella di recarsi presso l’officina autorizzata per procedere al primo tagliando auto entro il primo anno dall’immatricolazione indipendentemente dai chilometri percorsi. 

Cose da sapere

Cos’è il tagliando auto?

Il tagliando auto è un controllo periodico cui deve essere sottoposta la vettura ad intervalli previsti dalla Casa costruttrice. Durante il tagliando auto l’officina procederà ad effettuare una serie di verifiche fondamentali per valutare lo stato delle varie componenti ed in caso procederà alla loro sostituzione.

Quali controlli si prevedono durante il tagliando auto?

Il tagliando auto inizia con un esame visivo per verificare la necessità o meno di sostituire alcuni componenti e poi procedere con il controllo dei liquidi e alla sostituzione del filtro dell’olio, dell’aria e anche quello dell’abitacolo. Si passa poi all’analisi degli pneumatici ed alla verifica della trasmissione, del climatizzatore, della marmitta, degli ammortizzatori, delle sospensioni e dell’impianto frenante.

Ogni quanto si deve fare il tagliando auto?

In generale l’intervallo di tempo con cui effettuare il tagliando è di un anno o 10.000/20.000 Km per le vetture che fanno uso di lubrificanti standard o che circolano in condizioni d’utilizzo gravose, mentre per le vetture che utilizzano lubrificanti “longlife” gli intervalli possono anche arrivare a 2 anni o 30.000/50.000 Km. Di regola il primo tagliando per un’auto nuova è di 12 mesi o 10.000 Km, mentre per un’auto usata è sempre bene controllare quanto previsto dalla Casa nel libretto di uso e manutenzione.

Quanto costa il tagliando auto?

Non si può fare una stima esatta del costo del tagliando auto perché sul conto finale andranno ad incidere non solo la marca ed il tipo di vettura, ma anche la quantità di elementi da sostituire e le ore di lavoro da impiegare. Possiamo dire che le spese standard sono quelle relative alla sostituzione  dell’olio motore e del relativo filtro, alle quali bisogna aggiungere il filtro dell’aria e dell’abitacolo. Quasi tutte le officine includono nel costo del tagliando il controllo dei livelli di tutti i fluidi.

Quali sono le case automobilistiche più economiche per il tagliando auto?

Volendo stilare una classifica delle Case più economiche con il tagliando auto troviamo nelle prime posizioni la Toyota con 230 euro di media, seguita da Suzuki con 240 euro e da Dacia, Fiat, Kia, Lancia, Peugeot, Renault e Seat tutte con una media di 250 euro per il tagliando auto.

Hyundai i10: prezzo, dimensioni e prova su strada

Hyundai i10: prezzo, dimensioni e prova su strada 17

Fare meglio della generazione precedente non è un obiettivo semplice ma la nuova Hyundai i10 è arrivata sul mercato consapevole della sfida e pronta a dare battaglia alle citycar di riferimento del settore. La sua gamma motori si articola in due benzina e un GPL abbinabili a quattro diversi allestimenti. Hyundai i10 vanta un abitacolo luminoso, un design personale, finiture di buon livello e una dotazione tecnologica aggiornata.

Hyundai i10 scheda tecnica:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 252/1.050 litri
 Alimentazioni Benzina/GPL
 Classe Euro 6 D-Temp
 CV/kW (da) 67/49
 Prezzo (da) 18.100 €
INDICE
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motori
Consumi
Come va
Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzo

Hyundai i10 dimensioni: di sicuro non si può dire che la Hyundai i10 sia una vettura ingombrante. Le sue dimensioni compatte, infatti, la rendono perfette per gli spostamenti cittadini grazie ad una lunghezza di 3 metri e 67 centimetri. L’abitabilità interna non è per nulla sacrificata grazie al passo di 2.425 mm.

Dimensioni
Lunghezza 3.670 mm
Larghezza 1.680 mm
Altezza 1.480 mm
Passo 2.425 mm

hyundai i10 usate
hyundai i10 usate

La Hyundai i10 di nuova generazione non si discosta dal design della precedente versione, mantenendo un aspetto moderno ed equilibrato. Le linee decise della carrozzeria donano grande personalità alla vettura, con un frontale aggressivo grazie ai fari che convergono sulla grande calandra a nido d’ape.

Anche il posteriore è armonioso e compatto, con le luci ben integrate nel look generale. Il tetto alto e l’ampia superficie vetrata garantiscono uno spazio luminoso nell’abitacolo, mentre le nervature nella fiancata e il disegno appuntito dei finestrini posteriori aggiungono slancio e personalità alla Hyundai i10. Più personale lo stile della i10 N Line, che si discosta da quello delle sorelle più tranquille per la presenza di una calandra di maggiori dimensioni e il diverso disegno delle luci diurne a LED. Anche il posteriore è stato leggermente rivisto con la presenza di un inedito spoiler e del doppio terminale di scarico.

L’attenzione per i dettagli si nota anche negli interni della nuova Hyundai i10. Il design della plancia e dei pannelli porta è stato curato nei minimi particolari, con un effetto 3D che cattura immediatamente l’attenzione. Al centro della plancia si trova il monitor da 8 pollici per il sistema di infotainment, che risulta facile da utilizzare e ben integrato nell’insieme. La qualità dei materiali utilizzati è buona per il segmento di appartenenza della vettura.

La superficie vetrata vasta e gli interni luminosi danno l’impressione di un ambiente arioso e spazioso. Non mancano dotazioni interessanti, come la piastra per la ricarica wireless dei telefoni e i controlli da remoto tramite app. La capacità del bagagliaio di 252 litri risulta soddisfacente per le esigenze quotidiane. Infine, la suite di Adas di serie è molto ricca e comprende sistema di assistenza anti-collisione frontale con riconoscimento veicoli e pedoni, sistema di avviso di ripartenza, mantenimento attivo della corsia, gestione automatica dei fari abbaglianti e rilevamento della stanchezza del conducente.

La gamma motori della Hyundai i10 non è varia. In listino, infatti, è presente unicamente il 1.0 3 cilindri alimentato a benzina e declinato anche nella versione bi-fuel a GPL. La potenza complessiva è di 67 CV (65 in quella a GPL), ma per i più esigenti è presente l’allestimento N Line, che grazie al turbo arriva a sviluppare 100 CV tondi, che regalano alla i10 un carattere piuttosto sportivo.

Assolutamente contenuti i consumi della Hyundai i10. La massa ridotta della citycar coreana consente alla Casa di promettere un valore di 22,7 Km/l per il 1.0 benzina che scende a 20,8 Km/l per la N Line da 100 CV ed a 16,4 Km/l per la motorizzazione GPL.

Hyundai i10 1.0 MPI

Bastano pochissimi chilometri per entrare in confidenza con la Hyundai i10. Le sue dimensioni compatte fanno si che ce la si senta “cucita addosso” anche nel traffico dell’ora di punta. Il piccolo 1.0 a tre cilindri non è un mostro di potenza, ma spinge comunque con decisione quando lo si chiama. Complice soprattutto la rapportatura del buon cambio manuale a cinque marce. Questo è caratterizzato da innesti precisi, anche se la corsa della leva è un po’ lunga. Le prime marce sono molto corte e aiutano soprattutto nello spunto da fermo, mentre terza, quarta e quinta sono più lunghe, permettendo di contenere i consumi.

Buona anche la messa a punto dell’assetto. Morbido ma senza esagerare, digerisce senza problemi buche e avvallamenti, senza trasmettere eccessive vibrazioni ai passeggeri nemmeno sul famigerato pave cittadino. Nonostante questo, l’assetto non cede comunque troppo il fianco al rollio, rimanendo sempre “consistente” anche nei cambi di direzione più repentini, nei quali la i10 mette in mostra una buona agilità e soprattutto molta progressione nelle reazioni. Buono anche il livello di dotazione al capitolo sistemi di assistenza alla guida. Il sistema di anti-collisione interviene in maniera puntuale ma solo quando strettamente necessario, mentre il mantenimento attivo della corsia mantiene la i10 in carreggiata senza il fastidioso “effetto rimbalzo” tra le linee. Inoltre, entrambi i sistemi sono offerti di serie già a partire dall’allestimento di accesso alla gamma.

Hyundai i10 N Line

La N Line non è una versione davvero “spinta”, ma dal piglio sportiveggiante e vestita con un look più caratterizzato. Il motore turbo T-GDI da 100 CV a 4.500 giri all’inizio è un po’ esitante ma poi sfodera una bella progressione, che le permette di scattare da 0 a 100 km/h in poco più di 10 secondi e toccare i 185 km/h, quasi 4” meno e 30 km/h più della versione aspirata da 67 CV, mantenendosi comunque silenzioso anche ai medi regimi.

Rispetto alle altre i10, il cambio e lo sterzo sono stati resi più precisi e veloci. Le ruote con cerchi da 16” sono disponibili già sull’allestimento Prime e aiutano a migliorare la sensibilità della guida senza bisogno di irrigidire le sospensioni che quindi rimangono confortevoli il giusto per un’auto piccola adatta a muoversi in città. La N Line conserva le altre caratteristiche di base, come la posizione di guida rialzata e la visibilità tipica delle citycar moderne. Il consumo nell’uso misto si avvicina molto ai 20 km/litro dichiarati.

Sono tre gli allestimenti presenti nel listino della Hyundai i10:

  • Connectline
  • Prime
  • N-Line

Connectline: include di serie Freni a disco anteriori, Sistema di assistenza anti-collisione frontale con riconoscimento veicoli e pedoni (F.C.A.), Sistema di avviso di ripartenza (L.V.D.A.), Sistema di mantenimento attivo della corsia (L.K.A.), Sistema di gestione automatica dei fari abbaglianti (H.B.A.) Sistema di rilevamento della stanchezza del conducente (D.A.W.), Ecopack: ottimizzazione del motore per riduzione consumi (solo con 4 posti), Sistema ISG “Idle Stop&Go System”, Cerchi in acciaio da 14” con pneumatici 175/65 R14, Paraurti in tinta carrozzeria, Climatizzatore manuale, Computer di bordo, Cruise control, Presa ausiliaria 12V, sistema di assistenza alla partenza in salita, Cerchi in lega leggera da 15’’ con pneumatici 185/55 R15, Fendinebbia anteriori, Indicatori di direzione integrati negli specchietti, Luci diurne e di posizione a LED, Maniglie esterne e specchietti retrovisori in tinta con la carrozzeria, Specchietti retrovisori riscaldabili e regolabili elettricamente, Volante e pomello del cambio rivestiti in pelle, Bluetooth, Radio MP3 con display da 3,8″, ricezione DAB e presa USB, USB per la ricarica, Altoparlanti anteriori (2), Comandi audio al volante.

Prime: aggiunge rispetto a Connectline il sistema di riconoscimento dei limiti di velocità (I.S.L.W.), Cerchi in lega da 16” con pneumatici 195/45 R16, Fari alogeni con illuminazione statica degli angoli, Vetri posteriori oscurati,Alzacristalli elettrici posteriori, Doppia chiave con telecomando ripiegabile, Scompartimento vano bagagli, Retrocamera, Sensori di parcheggio posteriori, Tasca portiere posteriori, Vano portaoggetti illuminato, Altoparlanti posteriori (2), Bluetooth con riconoscimento vocale, Caricatore wireless per smartphone, Sistema di navigazione con display touchscreen da 8” con connettività wireless Apple CarPlay e Android Auto, Servizi telematici Bluelink.

N-Line: aggiunge rispetto a Tech Freni posteriori a disco, Cerchi in lega da 16” con pneumatici 195/45 R16, Fari alogeni con illuminazione statica degli angoli, Luci posteriori a LED, Paraurti anteriore e posteriore con design N, Specchietti retrovisori neri, Vetri posteriori oscurati, Doppia chiave con telecomando ripiegabile, Interni Premium con motivo 3D a nido d’ape, impunture e inserti rossi dedicati N Line, Pedaliera con finiture in metallo, Altoparlanti posteriori (2), Bluetooth con riconoscimento vocale, Multimedia system – Display da 8’’ con connettività wireless Apple Carplay/Android Auto.

  • Dimensioni: lunga 3,67 metri, è perfetta per muoversi in città.
  • Tecnologia: tante le soluzioni tech presenti a bordo, sia a livello di infotainment, sia di sicurezza.
  • Consumi: il piccolo tre cilindri da un litro è poco assetato e nella variante aspirata anche piuttosto brillante.

Di seguito ecco il listino prezzi della Hyundai i10 aggiornato febbraio 2025:

Hyundai i10 Benzina  Prezzo
i10 1.0 MPI Connectline 18.100 €
i10 1.0 TGDI N Line 20.100 €
i10 1.0 GPL 19.600 €